Appendice: Sintassi
La sintassi è costituita dalle regole per la struttura delle frasi e per l’ordine delle parole.
In elefen, la sintassi è molto importante, poiché la forma delle parole stesse cambia appena – l’elefen quasi non ha morfologia. Quando si parla o si scrive in elefen, si deve prestare attenzione al fatto che non si copia ciecamente la sintassi di un’altra lingua, poiché tali frasi possono avere significati diversi dall’intento, oppure possono confondere persone che non conoscono quell’altra lingua.
Fortunatamente, la sintassi in elefen è anche semplice. Le regole principali per l’ordine delle parole sono:
- Il soggetto precede il verbo.
- Il complemento oggetto segue il verbo.
- Il determinante precede il sostantivo.
- L’aggettivo segue il nome.
- L’avverbio (di un verbo) segue il verbo.
- L’avverbio (di un aggettivo) precede l’aggettivo.
Il resto di questa pagina ne spiega la teoria e offre alcuni consigli pratici. Altri dettagli si possono trovare in quasi tutte le pagine di questa grammatica.
Componenti
Ciascuna frase ha una struttura gerarchica di componenti. Un componente può contenere una sola parola; oppure può essere un sintagma (un gruppo di parole con la propria struttura interna di sottocomponenti). In tal modo, si può presentare la struttura di una frase come un albero:
Categorie
Ogni componente appartiene a una categoria sintattica. Per le parole individuali, le principali categorie, con esempi, sono:
- sostantivo (o nome) – can (cane), idea (idea)
- pronome – el (egli/ella), nos (noi)
- aggettivo – felis (felice), rapida (veloce)
- determinante – la (il), multe (molto/i)
- verbo – core (correre), pertine (pertenere)
- avverbo – multe bon (molto bene), rapida parlante (parlando rapidamente)
- preposizione – de (di), sin (senza)
- congiunzione coordinante – e (e), ma (ma)
- congiunzione subordinante – ce (che), si (se)
Corrispondono parzialmente ai significati delle parole: molti nomi si riferiscono a persone e cose; molti verbi si riferiscono ad azioni; molti aggettivi si riferiscono a caratteristiche. Ma a dir la verità sono sintattiche: si categorizza una parola considerando le posizioni che può occupare nella struttura di una frase.
Il dizionario indica la categoria di ogni parola, comprese quelle che sono derivate aggiungendo un sufisso. La maggior parte dei suffissi cambia la categoria. Inoltre, gli aggetti e i verbi si possono usare direttamente come nomi, e gli aggettivi come avverbi, senza alcuna aggiunta, se si seguono le regole della sintassi.
La sintassi dell’elefen dipende fortemente dalle categorie delle parole. Si deve evitare di venire fuorviati in questa relazione da strane caratteristiche di alcune altre lingue.
Un esempio: eseta (lasciare fuori) in elefen è un verbo; ma i principianti che conoscono già la lingua inglese, dove “except” è anche una preposizione comune, tendono erroneamente a usare eseta come una preposizione, al posto di dire esetante (eccetto) o con eseta de (ad eccezione di) o semplicemente estra (tranne).
Un altro: defeta (sconfitta) in elefen è solamente un sostantivo; il verbo corrispondente è vinse (sconfiggere).
Le principali categorie di sintagmi sono:
- sintagma nominale – un can estrema vea ci dormi multe contente en la jardin (un cane estremamente vecchio che dorme molto contento nel giardino)
- sintagma verbale – dormi contente en la jardin (dorme contento nel giardino)
- sintagma aggettivale – estrema vea (estremamente vecchio)
- sintagma avverbiale – estrema (estremamente) (a un aggettivo) e multe contente (molto contento) (a un verbo)
- sintagma preposizionale – en la jardin (nel giardino)
Ruoli
I componenti si classificano anche per mezzo dei loro ruoli o funzioni nella struttura.
Ciascun sintagma ha un componente principale, con il ruolo di nucleo. Molti sintagmi hanno anche uno o più satelliti. Per esempio, il nucleo di un sintagma nominale è un sostantivo (o un pronome), e i satelliti sono gli elementi che descrivono il sostantivo, come i determinanti, gli aggettivi e i sintagmi preposizionali.
Allo stesso modo, il nucleo di un sintagma verbale è un verbo, e i satelliti sono gli avverbi e (di nuovo) i sintagmi preposizionali. Ogni frase normalmente contiene un sintagma verbale.
Soggetto e complemento oggetto
I due sintagmi nominali più importanti hanno i ruoli di soggetto e complemento oggetto. Questi sono termini tecnici – non riflettono l’uso comune di soggetto per un argomento di discussione o studio, o di oggetto per qualsiasi cosa fisicamente tangibile. Semanticamente, quello che è il soggetto o il complemento oggetto di un verbo dipende interamente dal significato del verbo scelto – ma si può dire in parole semplici che il soggetto è la persona o cosa che fa l’azione del verbo, e il complemento oggetto è la persona o cosa direttamente interessata dall’azione.
In elefen, il soggetto (S) precede e il complemento oggetto (O) segue sempre il verbo. L’ordine è SVO:
- La gato (S) xasa (V) la scural (O). – Il gatto insegue lo scoiattolo.
- La xica (S) ama (V) la musica (O). – La ragazza ama la musica.
- La can (S) dormi (V). – Il cane dorme.
In alcuni casi, per ragioni stilistiche o per mettere in evidenza, si desidera fortemente che il complemento oggetto compaia all’inizio della frase. In questi casi, dopo il complemento oggetto metti una virgola, e dopo il verbo aggiungi un pronome che si riferisce ad esso:
- La gatos, me no ama los. – I gatti, io non li amo.
La maggior parte dei verbi necessita di un soggetto, ma molti non necessitano di un complemento oggetto. Ogni verbo è fondamentalmente o intransitivo (senza complemento oggetto) o transitivo, come indicato nel dizionario, ma si può aggiungere un complemento oggetto dopo qualsiasi verbo fondamentalmente intransitivo e cambiare così la “direzione” del significato – il complemento oggetto allora corrisponde al soggetto del verbo intransitivo:
- Mea braso estende tra la fenetra. (intransitivo) – Il mio braccio si estende attraverso la finestra.
- Me estende mea braso tra la fenetra. (transitivo) – Allungo il braccio attraverso la finestra.
L’elefen ha molti verbi di questo genere. In alcune lingue (per esempio le romanze), essi sono comunemente transitivi, e si può dire “il mio braccio si estende attraverso la finestra”. Ma in elefen, poiché estende è già fondamentalmente intransitivo, estende se (estendere se stesso) suggerisce che il braccio si muove autonomamente, senza l’intenzione della persona a cui appartiene.
Complementi predicativi del soggetto
Un altro componente comune delle frasi è il complemento predicativo del soggetto (P). È una descrizione aggiuntiva del soggetto, e può seguire verbi come es (essere), deveni (diventare), pare (sembrare) e resta (restare):
- Computadores (S) es (V) macinas (P). – I computer sono macchine.
- La aira (S) pare (V) umida (P). – L’aria sembra umida
- La comeda (S) deveni (V) fria (P). – Il cibo diventa freddo.
- La patatas (S) ia resta (V) calda (P). – Le patate sono rimaste calde.
- Nosa taxe (S) es (V) reconstrui la mur (P: proposizione subordinata). – Il nostro compito è ricostruire il muro.
- La idea (S) es (V) ce tu canta (P: proposizione subordinata). – L’idea è che tu canti.
Alcune lingue permettono che anche il complemento oggetto abbia un complemento predicativo, come in *“los ia eleje el presidente” (essi lo hanno eletto presidente). Questo genere di complemento predicativo non esiste in elefen: invece, si usa una preposizione per chiarire il ruolo di quella parte della frase:
- Los ia eleje el a/per presidente. – Essi lo hanno eletto a presidente. = Essi lo hanno eletto presidente.
- El ia pinti sua casa a blanca. – Egli ha tinteggiato la sua casa di bianco. = Egli ha fatto la casa bianca.
- Nos regarda la politicistes como comedistes. – Consideriamo i politici come comici. = Consideriamo comici i politici.
Preposizioni
Un altro componente comune delle frasi è il sintagma preposizionale (FP). La sua struttura è una preposizione davanti a un sintagma nominale. I sintagmi preposizionali compaiono alla fine dei sintagmi nominali o verbali, aggiungendo dettagli al nucleo precedente o all’intera frase:
- La can en la jardin (FP nel FN del soggetto) pare (V) multe felis (P). – Il cane nel giardino sembra molto felice.
- La om (S) ia cade (V) tra sua seja (FP). – L’uomo cadde attraverso la sua sedia.
- En la note (FP), la stelas (S) apare (V). – Nella notte, appaiono le stelle.
- Me (S) dona (V) esta poma (O) a tu (FP). – Io do questa mela a te.
- Tu (S) no aspeta (V) como tua foto (FP). – Tu non appari come la tua foto.
In un sintagma preposizionale, si può dire che il nucleo è la preposizione, e che il sintagma nominale è il complemento oggetto.
Quando una frase contiene un sintagma nominale che non è né un soggetto, né un complemento oggetto, né un complemento predicativo del soggetto, e né un complemento di vocazione (un riferimento diretto alla persona o alle persone a cui si sta parlando, ovvero il suo nome), è normalmente necessario aggiungere una preposizione per chiarire il ruolo:
- En la anio seguente, el ia publici du libros. – L’anno dopo, ha pubblicato due libri.
- Me va envia a tu la fatura. – Ti invierò la fattura.
Alcuni sintagmi preposizionali sembrano cominciare in un modo più complicato:
- Me ia velia a media de la note. – Mi sono svegliato in mezzo alla notte.
- Nos viaja en dirije a la mar. – Viaggiamo in direzione del mare.
- El es ansiosa par causa de la tempesta. – È preoccupato a causa della tempesta.
Infatti, hanno una struttura semplice – una preposizione prima di un sintagma nominale – ma il loro sintagma nominale stesso contiene un altro sintagma preposizionale (de la note, a la mar, de la tempesta) come sottocomponente.
Alcune preposizioni hanno usi convenzionali che si devono seguire. De è usato per formare nomi composti come cuxin de testa (cuscino) e vaso de cafe (caffettiera).
Ciò ha anche una relazione vicina alla transitività dei verbi. Per esempio, on furni un cosa a un person (si fornisce una cosa a una persona); non *“on furni un person con un cosa” (si fornisce una persona con una cosa) – quella che viene furnida (fornita) è la cosa, non la persona. Si possono trovare consigli relativamente a un uso del genere delle preposizioni nel dizionario.
Congiunzioni
Gli esempi soprastanti sono semplici, ma moltre frasi hanno una struttura più complicata, usando congiunzioni per combinare due strutture.
Le congiunzioni coordinanti legano due componenti che hanno lo stesso peso nella struttura. Se i componenti sono frasi, vengono chiamati proposizioni coordinate:
- El gusta gatos peti e canes grande. (legante due sintagmi nominali) – Gli piacciono i gatti piccoli e i cani grandi.
- Nos debe solve esta problem, o la mundo va fini. (legante due proposizioni) – Dobbiamo risolvere questo problema, o il mondo finirà.
Quando il soggetto della seconda proposizione è uguale al soggetto della prima proposizione, lo si può omettere se si preferisce:
- Mea bebe senti fatigada, ma (el) no pote dormi. – Il mio bimbo si sente stanco, ma non riesce a dormire.
Proposizioni subordinate
Ci sono anche le proposizioni subordinate, che funzionano come satelliti in un componente più grande. Esse sono introdotte da diverse congiunzioni subordinanti, e appartengono a tre categorie sintattiche:
Una proposizione completiva occupa una posizione nella struttura che potrebbe essere occupata allo stesso modo da un sintagma nominale (per esempio, la parola lo (esso)):
- Me sabe ce tu no ia vade a scola oji. (me sabe lo) – So che non andrai a scuola oggi. (lo so)
- Me ia entra sin ce algun vide me. (me ia entra sin lo) – Sono entrato senza che mi abbia visto qualcuno. (sono entrato senza di esso)
Allo stesso modo, le proposizioni relative occupano le posizioni dei sintagmi aggettivali, e una proposizione avverbiale compare al posto di un sintagma avverbiale:
- La can ci dormi en la jardin es vea. (la can dorminte es vea) – Il cane che dorme nel giardino è vecchio. (il cane che sta dormendo è vecchio)
- Tu ia rompe tua gama cuando tu ia cade. (tu ia rompe tua gama alora) – Ti sei rotto la gamba quando sei caduto. (ti sei rotto la gamba in quel momento)
Una proposizione relativa usa un “pronome relativo” (tipicamente ci (che, riferito a persone o animali) o cual (che, riferito a cose)) per riferirsi a un sostantivo precedente – un sintagma nominale nella proposizione principale. Nell’esempio qui, ci si riferisce a la can (il cane): la proposizione subordinata descrive il cane.
In casi complicati, una proposizione relativa può contenere una proposizione completiva, e il riferimento al nome precedente compare non nella prima ma nella seconda, ovvero più profondamente nella struttura.
Ciò non è permesso in elefen: si rifiuta la frase *“el no gusta ideas cual el senti ce es superstisio” (non gli piacciono le idee che sente essere superstizioni).
La soluzione più facile è aggiungere sur prima di ci o cual, e usare un pronome come el o lo o los nella proposizione completiva:
- El no gusta ideas sur cual el senti ce los es probable superstisio. – Non gli piacciono le idee sulle quali sente che sono probabilmente superstizioni.
Nelle proposizioni subordinate, non si omette il soggetto, anche se è uguale al soggetto della proposizione principale: si dice el crede ce el ia perde (crede che abbia perso), e non *“el crede ce ia perde”.
Ma l’elefen ha anche i verbi all’infinito, che offrono un modo più breve per esprimere qualcosa in maniera simile a una proposizione completiva:
- El deside aida. (El deside ce el va aida. El deside lo.) – Desidera aiutare. (Desidera che aiuterà. Desidera ciò.)
- Me espera viaja a un otra planeta. (Me espera ce me va viaja a un otra planeta. Me espera lo.) – Spero di viaggiare verso un altro pianeta. (Speso che viaggerò a un altro pianeta. Spero ciò.)
- Pos nomi sua susedor, el ia mori. (Pos lo, el ia mori.) – Dopo aver nominato il suo successore, morì. (Dopo ciò, morì.)
Anche se in alcune lingue si riconosce un verbo all’infinito attraverso la sua forma speciale, il verbo in elefen ha sempre la stessa forma. A causa della sua morfologia, alcune lingue possono usare gli infinitivi nelle strutture complicate che sono tipicamente troppo poco chiare in elefen. Per esempio, *“lo es nesesada ajusta la macina” (è necessario aggiustare la macchina) e *“nos ave alga ideas con cual labora” (abbiamo alcune idee con cui lavorare) sono frasi confusionarie se il lettore non sa tradurle nella mente in una lingua che usa l’infinitivo in tale maniera. In elefen, si preferisce dire:
- Lo es nesesada ce on ajusta la macina. – È necessario che si aggiusti la macchina. = È necessario aggiustare la macchina.
- Un ajusta de la macina es nesesada. – È necessaria una sistemazione della macchina. = È necessario aggiustare la macchina.
- Nos ave alga ideas con cual nos pote labora. – Abbiamo alcune idee con cui possiamo lavorare. = Abbiamo alcune idee con cui lavorare.
I participi presenti (-nte) possono essere utilizzati in modo verbale in un tipo di componente che è simile a una proposizione avverbiale. Il soggetto del participio è sempre uguale al soggetto della frase contenente:
- El ia pasea longo la strada, sibilante un melodia felis. (el ia sibila) – Camminava lungo la strada, fischiettando una melodia allegra. (egli fischiettava)
- Esperante encontra alga amis vea, me ia vade a la reuni. (me ia espera) – Sperando di incontrare qualche vecchio amico, sono andato alla riunione. (io speravo)
Non si può mischiare questo uso con una proposizione avverbiale vera. Per esempio, la seguente frase non è corretta: *“en cuando esperimentante con polvo negra, el ia destrui sua casa”. Usa invece una delle seguenti costruzioni:
- En cuando el ia es esperimentante con polvo negra, el ia destrui sua casa. – Mentre stava sperimentando con la polvere da sparo, ha distrutto la sua casa.
- En cuando el ia esperimenta con polvo negra, el ia destrui sua casa. – Mentre sperimentava con la polvere da sparo, ha distrutto la sua cava.
- En esperimenta con polvo negra, el ia destrui sua casa. – Nello sperimentare con la polvere da sparo, ha distrutto la sua casa.
Alcune lingue permettono anche una struttura “assoluta”, in cui il participio ha un soggetto differente. Questo non è possibile in elefen. Invece di scrivere *“esente elefen un creol, on no ave multe morfolojia” (essendo l’elefen un creolo, non ha molta morfologia) o *“caturada la site, Enea ia fuji” (catturata la città, Enea fuggì), si deve scegliere un’altra sintassi, per esempio:
- Car elefen es un creol, on no ave multe morfolojia. – Poiché l’elefen è un creolo, non c’è molta morfologia.
- Pos la catura de la site / Cuando la site ia es caturada, Enea ia fuji. – Dopo la cattura della città / Quando la città fu catturata, Enea fuggì.
Convertire le preposizioni
Alcune preposizioni spaziali, come a (a), en (in), tra (attraverso), asta (fino a), ante (davanti a) e pos (dietro), hanno anche significati temporali. Perciò possono introdurre una proposizione subordinata che comincia con la parola cuando (quando):
- Me dormi ante tua casa. (spaziale) – Dormo davanti alla tua casa.
- Me dormi ante tua reveni. (temporale: tua reveni è un sintagma nominale) – Dormo prima del tuo ritorno.
- Me dormi ante cuando tu reveni. (temporale: cuando tu reveni è una proposizione subordinata) – Dormo prima che tu venga.
In effetti, ante cuando (prima che) è una congiunzione subordinante.
Inoltre, si può convertire qualsiasi preposizione in un avverbio mettendo a prima di essa:
- Me va dormi a pos. (probabilmente temporale, ma forse spaziale: dopo il tempo o dietro lo spazio già conosciuto nel contesto) – Dormirò dopo. / Dormirò dietro.
- Regarda acel montes con la rio a entre! (spaziale: il fiume è tra le montagne) – Guarda quelle montagne con il fiume in mezzo!
La tabella seguente mostra il sistema di ante e pos con traduzioni in italiano, inglese, spagnolo ed esperanto. Le altre preposizioni seguono lo stesso modello:
| elefen | categoria | italiano | inglese | spagnolo | esperanto |
|---|---|---|---|---|---|
| temporale | |||||
| ante | preposizione | prima di + sostantivo | before + sostantivo | antes de | antaŭ |
| pos | preposizione | dopo + sostantivo | after + sostantivo | después de | post |
| a ante | avverbio | prima | before(hand) | antes | antaŭe |
| a pos | avverbio | dopo | after(wards) | después | poste |
| ante cuando | congiunzione subordinante | prima che + frase | before + frase | antes de que | antaŭ ol |
| pos cuando | congiunzione subordinante | dopo che + frase | after + frase | después de que | post kiam |
| spaziale | |||||
| ante | preposizione | davanti a | in front of | delante de | antaŭ |
| pos | preposizione | dietro | behind | detrás de | malantaŭ |
| a ante | avverbio | davanti | in front | delante | antaŭe |
| a pos | avverbio | dietro | behind | detrás | malantaŭe |