Ortografia e pronuncia
Alfabeto
L’elefen usa l’alfabeto più comunemente conosciuto nel mondo: latino.
- minuscole
- a b c d e f g h i j l m n o p r s t u v x z
- maiuscole
- A B C D E F G H I J L M N O P R S T U V X Z
La K (k), la Q (q), la W (w) e la Y (y) non compaiono nelle parole comuni. In circa cento vocaboli internazionali di origine non romanza, si può scrivere la W invece della U e la Y invece della I, per presentare un’ortografia più facilmente riconoscibile: ioga/yoga (yoga), piniin/pinyin (Pinyin), sueter/sweter (maglione), ueb/web (Web). A parte questi casi, la K, la Q, la W e la Y si usano solamente per conservare le forme originali dei nomi propri e delle parole straniere.
Anche la H non è comune, ma si trova in alcuni termini tecnici e culturali.
Lettere maiuscole
Si usa una lettera maiuscola all’inizio della prima parola in una frase.
Si usa una lettera maiuscola anche all’inizio di un nome proprio. Quando un nome proprio contiene più di una parola, si mette una lettera maiuscola a ciascuna parola – ma non a parole secondarie come la e de:
- Persone reali o immaginarie, e anche animali e cose personificati
- Maria, San Paulo (San Paolo), Barack Obama, Jan de Hartog, Seniora Braun (Signora Brown), Oscar de la Renta, Mickey Mouse (Topolino)
- Organizzazioni (ad es.: aziende, associazioni)
- Ikea, Nasiones Unida (Nazioni Unite), Organiza Mundal de Sania (Organizzazione Mondiale della Sanità)
- Aree politiche (ad es.: nazioni, Stati, città)
- Frans (Francia), Atina (Atene), Site de New York (Città di New York), Statos Unida de America (Stati Uniti d’America)
- Località geografiche (ad es.: fiumi, mari, laghi, montagne)
- la Alpes (le Alpi), Rio Amazon (Rio delle Amazzoni), Mar Atlantica (Oceano Atlantico)
- Lettere dell’alfabeto
- E, N
Ma con i titoli di opere d’arte e letterarie, si mette una lettera maiuscola solamente alla prima parola del titolo (e ad eventuali nomi propri che compaiono):
- Un sonia de un note de mediaestate (Sogno di una notte di mezza estate)
- La frates Karamazov (I fratelli Karamazov)
- Tocata e fuga en D minor (Toccata e fuga in Re minore)
A volte, come negli avvisi, si usano le lettere maiuscole per METTERE IN EVIDENZA intere parole o frasi.
L’elefen usa le lettere minuscole dove altre lingue usano le lettere maiuscole:
- Giorni della settimana
- lundi (lunedì), jovedi (giovedì)
- Mesi
- marto (marzo), novembre (novembre)
- Feste e eventi simili
- natal (Natale), ramadan (Ramadan), pascua (Pasqua)
- Secoli
- la sentenio dudes-un (il ventunesimo secolo)
- Lingue e popolazioni
- catalan (catalano), xines (cinese)
Nomi delle lettere
Si usano le sillabe seguenti per denominare le lettere nel parlato, per esempio quando si sillaba una parola:
- a be ce de e ef ge hax i je ka el em en o pe qua er es te u ve wa ex ya ze
Questi sono i nomi, e possono essere pluralizzati: as, bes, efes.
Nello scritto, si può presentare semplicemente la lettera stessa, in maiuscolo, con -s aggiunto nel plurale:
- La parola “matematica” ave tre As, du Ms (pronuncia: emes), e un E. – La parola “matematica” ha tre A, due M e una E.
Vocali
Le lettere A, E, I, O e U si pronunciano come in spagnolo e in italiano:
| A | [a] | non arrotondata anteriore aperta | ambasada (ambasciata) |
| E | [e] | non arrotondata anteriore semichiusa | estende (estendere) |
| I | [i] | non arrotondata anteriore chiusa | ibridi (ibridare) |
| O | [o] | arrotondata posteriore semichiusa | odorosa (odoroso) |
| U | [u] | arrotondata posteriore chiusa | cultur (cultura) |
I suoni delle vocali permettono alcune variazioni. Per esempio, la A si può pronunciare [ɑ], la E [ɛ] o [ej], e la O [ɔ] o [ow] senza causare incomprensioni.
Dittonghi
Normalmente, quando una vocale segue un’altra, si pronuncia in due sillabe separate. Ma in quattro casi, quando la seconda vocale è I o U, le due vocali formano un dittongo:
| AI | [aj] | pais (Paese) |
| AU | [aw] | auto (automobile) |
| EU | [ew] | euro (euro) |
| OI | [oj] | seluloide (celluloide) |
L’aggiunta di un prefisso non crea un dittongo: reuni [re-uni] (riunire), supraindise [supra-indise] (apice). Per motivi simili, due sillabe separate sono anche normali in alcune altre parole: egoiste [ego-iste] (egoista), proibi [pro-ibi] (proibire). Il dizionario indica tali parole, ad es.: “proibi (o-i)”.
La sequenza EI è rara. È normalmente pronunciata come due vocali separate: ateiste [ate-iste] (ateo), feida [fe-ida], reinventa [re-inventa] (reinventare). Ma se questa pronuncia risulta difficile, si può invece dire [ej] o anche [e].
Quando la I o la U precede un’altra vocale, si riduce a una semivocale – [j], [w] – nei seguenti casi:
- All’inizio di una parola
- ioga [joga] (yoga), ueste [weste] (ovest)
- Tra due altre vocali
- joia [ʒoja] (gioia), ciui [kiwi] (kiwi), veia [veja] (vecchiaia)
- LI, NI tra due altre vocali
- folia [folja] (foglia), anio [anjo] (anno) – ma non nella prima sillaba di una parola
- CU, GU prima di una vocale
- acua [akwa] (acqua), cual [kwal] (quale), sangue [sangwe] (sangue)
In altri casi – ad es.: emosia (emozionare), abitual (abituale), plia (piegare) – la I o la U resta come una vocale piena. Anche se queste regole definiscono la normale pronuncia per i dittonghi, possono essere ignorate senza confusione.
Consonanti
Le seguenti lettere sono le consonanti:
| B | [b] | occlusiva bilabiale sonora | bebe (bimbo) |
| C | [k] | occlusiva velare sorda | clica (fare clic) |
| D | [d] | occlusiva dentale/alveolare sonora | donada (donato) |
| F | [f] | fricativa labiodentale sorda | fotografi (fotografia) |
| G | [g] | occlusiva velare sonora | garga (gola) |
| H | [h] | fricativa glottidale sorda | haicu (haiku) |
| J | [ʒ] | fricativa postalveolare sonora | jeolojia (geologia) |
| L | [l] | approssimante labiodentale/alveolare sonora | lingual (linguistico) |
| M | [m] | nasale bilabiale sonora | mesma (stesso) |
| N | [n] | nasale dentale/alveolare sonora | negante (negazionista) |
| P | [p] | occlusiva bilabiale sorda | paper (carta) |
| R | [r] | vibrante dentale/alveolare sonora | rubarbo (rabarbaro) |
| S | [s] | fricativa dentale/alveolare sorda | sistemes (sistemi) |
| T | [t] | occlusiva dentale/alveolare sorda | tota (tutti) |
| V | [v] | fricativa labiodentale sonora | vivosa (vivace) |
| X | [ʃ] | fricativa postalveolare sorda | xuxa (sussurrare) |
| Z | [z] | fricativa dentale/alveolare sonora | zezea (blesità) |
Nota i seguenti punti:
- La C è “dura” (occlusiva), e non ha il suono “dolce” (fricativo) della S.
- La F è sorda, e non ha il suono della V.
- La G è “dura” (occlusiva), e non ha il suono “dolce” (fricativo) della J.
- La J è [ʒ] come in francese e in portoghese.
- La N prima della G o della C ha il suono [ŋ] come NG in inglese: longa (lungo), ance (anche). Anche NG alla fine di una sillaba, come in bumerang (boomerang) o gangster (gangster), ha questo suono: la G è muta.
- La R suona vibrante come in spagnolo e in italiano.
- La S è sorda, e non ha il suono della Z.
- La V è “dolce” (fricativa), e non ha il suono “duro” (occlusivo) della B.
- La X è [ʃ] come SH in inglese, SCH in tedesco e CH in francese e portoghese.
- La Z è sonora, come in inglese e in francese.
Poiché alcune consonanti sono difficili per alcuni locutori, l’elefen permette le seguenti variazioni:
- J
- Si può pronunciare anche come DJ [dʒ], come la J nella parola inglese “judge” o la G nella parola italiana “gente”, se si preferisce.
- R
- Sono accettabili altri suoni della R (come in francese, tedesco e inglese) se sono chiaramente distinguibili dagli altri suoni dell’elefen.
- X
- Si può pronunciare anche come TX [tʃ], come CH nella parola inglese “church” o nella parola spagnola “chico”, o come C nella parola italiana “ciao”, se si preferisce.
- Z
- Si può pronunciare anche come TS [ts], se si preferisce.
- haicu (haiku), Bahamas
- Si può omettere la H nella pronuncia, se si preferisce: [aicu], [ba-amas].
- blog (blog), club (club)
- Alcune parole internazionali finiscono con consonanti inconsuete. Si può aggiungere una E alla fine per facilitare la pronuncia: [bloge], [klube].
- spada (spada), strada (strada)
- Alcune parole cominciano con la S seguita da una consonante. Se un locutore lo trova difficile, può aggiungere una E all’inizio: [espada], [estrada].
- gnostica (gnostico), psicolojia (psicologia)
- Alcune parole scientifiche cominciano con combinazioni di consonanti inconsuete, come FT, GN, MN, PS o PT. Si può omettere la prima consonante nella pronuncia: [nostika], [sikoloʒia].
- ambargris (ambra grigia), esflue (defluire), fortres (fortezza), rontgen (röntgen)
- Raramente alcune parole contengono combinazioni più complicate, con tre o più consonanti. Se sono difficili, si può aggiungere uno scevà (una vocale neutra) alla pronuncia: [ambarəgris], [esəflue], [forətres/fortəres], [rontəgen].
Lettere straniere
Quando compaiono lettere straniere in una parola, hanno normalmente la seguente pronuncia:
| K | [k] | come C |
| Q | [k] | come C |
| W | [u] o [w] | come U |
| Y | [i] o [j] | come I |
Accento
Se una parola ha più di una vocale, una delle vocali viene accentuata: ha una pronuncia più forte. Le vocali accentuate di seguito sono sottolineate.
La regola fondamentale è che si accentua la vocale che precede la consonante finale di una parola:
- falda (gonna)
- integra (integrare)
- matematica (matematica)
- albatros (albatro)
- ranur (fessura)
L’aggiunta di un suffisso può spostare l’accento:
- matematica (matematica) → matematical (matematico)
- radiograf (macchina a raggi X) → radiografia (radiografia) (non cambia)
- radiograf → radiografiste (radiografo)
Ma l’accento non si sposta quando si aggiunge -s per fare il plurale:
- un falda (una gonna) → du faldas (due gonne)
- un joven (un giovane) → tre jovenes (due giovani)
- ambos (entrambi) – si accentua questa parola speciale come un plurale
Per questa regola, la I o la U di un dittongo si comporta come una consonante:
- abaia (abbaiare)
- ciui (kiwi)
- bonsai (bonsai)
- cacau (cacao)
Se nessuna vocale precede la consonante finale, si accentua la prima vocale:
- trae (consegnare)
- fea (brutto)
- tio (zio)
- proa (prua)
- jua (giocare)
Alcune parole hanno più di una vocale dopo la consonante finale. Se le vocali sono IA, IE, IO, UA, UE o UO, l’accento sta ancora sulla vocale prima della consonante:
- asentua (enfatizzare)
- jelosia (gelosia)
- rituo (rito)
- alio (aglio)
Ma quando le due vocali finali sono AE, AO, EA, EO, OA, OE o UI, l’accento è sulla prima vocale della coppia:
- coneo (coniglio)
- idea (idea)
- sutrae (sottrarre)
- produi (produrre)
(Ma in estingui (estinguere) e vacui (svuotare), la U è una semivocale per un’altra regola.)
Ala (là), asi (qui), agu (tagliente), ami (amico), enemi (nemico), perce (perché), alo (ciao) oce (va bene) e ura (urrà) sono comunemente pronunciati con l’accento sulla vocale finale anziché sulla vocale precedente. Entrambe le pronunce sono accettabili.
Le parole composte come parario (diga) e mediadia (mezzogiorno) mantengono l’accento originale del secondo elemento.
L’elefen non è una lingua tonale: le parole non si distinguono cambiando l’altezza della voce. Tuttavia, per indicare che una frase è una domanda, un modo possibile è finire con un tono ascendente:
- Tu parla portuges? (con un tono ascendente nella parola finale) – Parli portoghese?
- Tu no parla portuges. (con un tono neutro o discendente) – Tu non parli portoghese.
Fonotattica
Le forme delle parole comuni in elefen sono vincolate da alcune regole.
Due esempi della stessa vocale (come aa) non possono stare adiacenti, tranne quando questo è il risultato dell’aggiunta di un prefisso: reenvia (inviare di nuovo), coopera (cooperare). In questi casi, si pronunciano entrambe le vocali.
La sequenza ou non è normalmente accettabile.
Quando un suffisso creerebbe una sequenza di vocali non valida, si sottrae la seconda vocale della sequenza:
- comedia (commedia) + -iste → (comediiste) → comediste (comico)
All’inizio di una sillaba, sono permessi solo i gruppi di consonanti seguenti:
- pr-, br-, pl-, bl-
- tr-, dr-
- cr-, gr-, cl-, gl-
- fr-, vr-, fl-
- sl-
- sp-, st-, sc-
- sf-
- spr-, str-, scr-
- spl-, scl-
Alla fine di una sillaba, sono permesse solo le seguenti consonanti, e una vocale deve stare direttamente prima di esse:
- -f, -s, -x
- -m, -n, -l, -r
Un gruppo di consonanti in mezzo a una parola va bene se si può dividere tra due sillabe valide:
- encontrante = en-con-tran-te (incontrando)
- mostrablia = mo-stra-bli-a (dimostrabilità)
- instinto = in-stin-to (istinto)
Queste regole non si applicano ai nomi propri e alle parole tecniche, internazionali e culturali.